app native e app ibride

Le app, sia che si tratti di app native che ibride, sono ormai strumenti utilizzati praticamente da chiunque. Dall’avvento dello smartphone in poi, infatti, le applicazioni mobile sono diventate sempre più popolari spingendo anche le aziende ad utilizzarle per creare un’esperienza utente più personalizzata e funzionale.

Le persone trascorrono ormai la maggior parte del loro tempo utilizzando lo smartphone e proprio per questo è fondamentale avere degli strumenti che permettano di comunicare loro proprio tramite questi canali.

Come avrai capito, quindi, i motivi per sviluppare un’app aziendale sono diversi e questa potrebbe rivelarsi la scelta giusta per la tua attività.

Prima di procedere con lo sviluppo dell’app, però, è fondamentale comprendere di che tipo di app si ha bisogno. In genere queste vengono suddivise in due categorie ovvero le app native e le app ibride.

In questo articolo vedremo le differenze tra app native e ibride, i vantaggi e gli svantaggi di entrambe le soluzioni e i fattori da considerare per fare la scelta giusta.

 

Che cos’è un’app nativa

Le app native sono app sviluppate completamente nel linguaggio del dispositivo che dovrà ospitarle.

Questo significa che vengono create letteralmente ad hoc per determinati dispostivi. Ne sono un esempio lampante le app native iOS o Android pensate proprio per girare al meglio sui loro sistemi operativi.

Queste vengono chiamate in gergo client-side applications e in genere sono in grado di funzionare anche senza l’apporto di una connessione internet. Naturalmente questa ultima condizione dipende dall’app e dalla funzione che svolge.

Per comprendere meglio cosa siano le app native è bene andare a scoprirne vantaggi e svantaggi.

 

Vantaggi delle app native

Le app native presentano numerosi vantaggi, i quali derivano principalmente dalla perfetta compatibilità del sistema su cui vengono realizzate.

Innanzitutto, infatti, c’è da considerare che queste app, essendo costruite ad hoc per uno specifico dispositivo, permettono di sfruttarne a pieno tutte le sue potenzialità. Questo permette di interagire con tutte le funzioni del dispositivo, scongiurando il rischio di bug o malfunzionamenti.

Oltre a questo, come detto anche in precedenza, queste app in genere possono funzionare anche offline, ovvero senza la presenza di una connessione internet.

Lato marketing e comunicazione, le app native permettono di inviare delle notifiche push personalizzate direttamente sul device dell’utente. In questo modo sarà più semplice comunicare con lui o mostrargli magari delle promozioni.

Infine, ma non certo per importanza, le app native sono molto più veloci e semplici da utilizzare, il che garantisce una User Experience ideale all’utente rendendo la navigazione rapida e intuitiva.

 

Svantaggi delle app native

Le app native, però, non presentano solo aspetti positivi ma ci sono anche degli svantaggi da considerare prima di scegliere questa soluzione.

In particolare ne abbiamo individuati due che risultano essere i più rilevanti.

Il primo riguarda l’effort e la quantità di tempo necessaria per realizzare un’app di questo tipo. Le app native infatti risultano più complesse da sviluppare rispetto alle ibride, in quanto implicano una conoscenza molto approfondita dei sistemi nativi.

Per realizzare queste app è richiesta una certa esperienza e preparazione.

In secondo luogo, un ulteriore svantaggio risiede nei costi. Il costo per sviluppare un’app dipende in genere da tanti fattori diversi come la tipologia, i contenuti e tanto altro.

In genere le app native sono quelle più costose che richiedono cioè un budget più elevato per essere realizzate.

 

Che cos’è un’app ibrida

Passiamo ora alla seconda tipologia di app, ovvero le app ibride. Queste, rispetto alle app native, non sono pensate per un singolo sistema operativo ma, com’è facile intuire dal nome, sono per natura cross-platform.

Ciò significa che questo genere di app possono essere adattate con semplicità a qualsiasi sistema operativo.

In genere sono scritte in linguaggio HTML, CSS3, Java Script o comunque dei linguaggi che permettano di realizzare delle app in grado di girare e di essere adattate a più sistemi.

Anche queste, come le app native, presentano sia dei pro che dei contro.

Vediamoli insieme.

 

Vantaggi delle app ibride

Uno dei primi chiari vantaggi delle app ibride è che queste sono facilmente adattabili a qualsiasi sistema. Come abbiamo detto, per definizione le abb ibride possono essere sfruttate su più sistemi e questo le permette, ad esempio, di girare sia su Android che iOS tramite un unico codice.

Gli altri due vantaggi principali riguardano i tempi di sviluppo e i costi. Le app ibride infatti risultano molto più veloci da sviluppare rispetto a quelle native, e questo aspetto comporta anche un notevole taglio dei costi.

In questo modo è possibile avere un’app funzionante in tempi più rapidi e spendendo di meno.

 

Svantaggi delle app ibride

Così come le native, però, anche le app ibride presentano degli svantaggi che è fondamentale valutare prima di scegliere.

Le app ibride, innanzitutto, presentano una struttura che è molto simile a quella delle web app. Questo comporta che, affinché funzionino correttamente e in maniera continua, sia necessaria sempre una connessione a internet stabile.

Anche dal punto di vista della User Experience, le app ibride risultano spesso inferiori rispetto a quelle native. Come abbiamo detto in precedenza, infatti, le app native sono sviluppate ad hoc su un sistema operativo e presentano quindi funzionalità che rispecchiano perfettamente quelle del sistema.

Le app ibride, al contrario, essendo cross-platform non garantiscono sempre un’interfaccia utente, e in generale un’esperienza di utilizzo, personalizzata e gradevole come le altre.

 

I fattori da tenere in considerazione sulla scelta di quale app sviluppare

Come abbiamo visto le app ibride e quelle native presentano delle sostanziali differenze tra di loro. Entrambe hanno dei vantaggi e degli svantaggi che è fondamentale tenere in considerazione prima di scegliere l’una o l’altra opzione.

Ma quali sono quindi i fattori da considerare per scegliere bene?

Vediamone insieme i principali:

  • Obiettivo: innanzitutto considera il motivo per cui hai deciso di sviluppare un’app e quale sarà l’obiettivo di quest’ultima.
  • Budget: come abbiamo visto le tue tipologie di app presentano costi differenti e, di conseguenza, anche il budget che hai a disposizione è un fattore da considerare.
  • Funzioni: non tutte le app sono uguali e potresti aver bisogno di funzioni specifiche che solo l’una o l’altra tecnologia può garantirti.
  • Tempistiche: così come il budget, anche le tempistiche variano molto tra app ibride e native. Proprio per questo tieni conto anche del tempo che hai a disposizione per lo sviluppo.
  • User Experience: ti interessa che la tua app garantisca una User Experience molto personalizzata o per ciò che ti serve va bene anche un prodotto più standard?

Badandoti su questi aspetti, e su ciò che abbiamo visto fino a questo momento, potrai già farti un’idea dell’app di cui hai bisogno.

In linea di massima comunque considera che si tratta di una decisione importante in quanto un’app ben fatta e funzionale al tuo scopo, può realmente fare la differenza per la tua attività.

 

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Lo sviluppo di un’app, come abbiamo detto, può essere un boost importante per la tua attività.

Saper scegliere tra app ibride e native però non è sempre semplice e il rischio di fare una scelta sbagliata o troppo affrettata è elevato.

Per poter individuare il tipo di app ideale è necessario effettuare delle ricerche, comprendere di quali funzioni si ha bisogno e tener conto di tutti i fattori che abbiamo visto in precedenza.

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Gennaro Napoletano

Sono Gennaro Napoletano un Consulente SEO per Imprenditori e Professionisti.
Nel 2012 mi sono Laureato in Informatica all’università degli studi di Salerno.
Il 23 Settembre del 2017, dopo aver seguito un corso SEO professionale della durata di circa sei mesi ed aver superato l’esame, ho conseguito la qualifica di: SEO Senior

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